Raccogliendo i dati delle proprie macchine sul campo (inverter, sensori, cicli, allarmi), registrando i guasti per almeno un anno su più macchine uguali e addestrando modelli per tipo di macchina. Il risultato sono segnali di manutenzione e report di affidabilità da dare ai clienti. Stabilidea lo sta costruendo con un costruttore di macchine e aiuta gli uffici tecnici a decidere quali sensori montare e dove.
In breve
- Ha senso per chi costruisce macchine e ne ha molte uguali sul campo; per chi usa poche macchine diverse, quasi mai.
- Serve almeno un anno di misure con i guasti registrati, su più macchine dello stesso tipo.
- I sensori non li installiamo noi: aiutiamo l'ufficio progettazione a decidere cosa mettere e dove.
- Prima dei modelli si fa uno studio di fattibilità, macchina per macchina.
Che differenza c'è tra manutenzione preventiva e predittiva?
- La preventiva interviene a scadenza: ogni tante ore, ogni tanti cicli, anche se il pezzo è ancora buono.
- La predittiva interviene quando i dati della macchina dicono che un componente si sta avvicinando al guasto.
Per farlo servono due cose: i dati di come lavora la macchina e la storia di quando si è rotta. Senza la seconda, un modello non ha niente da imparare.
La manutenzione predittiva conviene a una PMI con poche macchine?
Quasi mai, e lo diciamo subito. Per addestrare un modello affidabile serve almeno un anno di misurazioni e di guasti su più macchine uguali. Un'azienda con cinque macchine tutte diverse non accumula abbastanza guasti dello stesso tipo per insegnare qualcosa a un modello. In quel caso è meglio una buona manutenzione preventiva, magari con i dati di funzionamento raccolti bene.
Chi invece costruisce macchine ne ha decine o centinaia uguali, collegate e al lavoro presso i clienti. È lì che i dati bastano, ed è lì che la predittiva diventa un servizio da vendere.
Quali dati servono?
Dipende dalla macchina. Nel progetto in corso lavoriamo su macchine di ultima generazione con:
- dati degli inverter e relativi allarmi;
- sensori dei pistoni;
- giroscopi;
- cicli, ore di lavoro, assorbimenti.
E poi la parte che quasi sempre manca: i guasti. Spesso non vengono registrati in macchina: li conosce il service, che li ha riparati. Il primo lavoro è farli diventare dati, con data, macchina, componente e causa.
Bisogna montare sensori nuovi?
Non necessariamente, e non siamo noi a installarli. Lavoriamo con l'ufficio progettazione per decidere quali sensori servono e dove metterli, così che la macchina raccolga i dati utili a costruire i modelli. Sulle macchine nuove costa poco farlo bene fin dall'inizio; sulle macchine già installate si parte da quello che c'è.
Come si parte, in pratica?
- Accesso ai dati in lettura delle macchine collegate.
- Registrazione dei guasti insieme al service, in modo semplice e uguale per tutte le macchine.
- Studio di fattibilità per macchina: i dati bastano? Quali componenti si possono prevedere?
- Modelli per tipo di macchina (e, dove serve, per materiale lavorato).
- Messa in servizio: segnali di manutenzione automatici e report per il cliente finale.
Già i primi due passaggi danno qualcosa in mano: leggere bene i dati permette al costruttore di dire con numeri veri quanto dura una macchina.
Cosa ci guadagna il costruttore?
- Un servizio in più da vendere ai clienti, legato alla macchina.
- Report di affidabilità da mostrare in trattativa: "la nostra macchina è più affidabile" detto con i dati.
- Un service che interviene prima del fermo, e non dopo.
- Informazioni per la progettazione: quali componenti cedono, in quali condizioni.
A che punto siete?
Il primo progetto è con un costruttore di macchine ed è in fase di addestramento. Risultati di previsione qui non ne trovate: non ce ne sono ancora di misurati, e li pubblicheremo quando lo saranno.
Dove stanno i dati delle macchine?
Si decide all'inizio, per iscritto: sui server del costruttore oppure in cloud UE con cifratura. Per un costruttore i dati di funzionamento sono know-how, e la scelta fra locale e cloud va fatta prima, non dopo.
Quando non conviene?
- Macchine tutte diverse e in pochi esemplari.
- Nessuna registrazione dei guasti, e nessuna intenzione di iniziarla.
- Macchine non collegate e nessun modo di raccogliere i dati.
- Un obiettivo solo "di immagine", senza un servizio da vendere o un costo di fermo da ridurre.
Le domande che tornano
Domande frequenti
- Quanti dati servono?
- Almeno un anno di misure con i guasti registrati, su più macchine uguali.
- Installate voi i sensori?
- No: aiutiamo l'ufficio progettazione a scegliere quali e dove.
- Serve anche a chi usa le macchine, non solo a chi le costruisce?
- Raramente: con poche macchine diverse i guasti sono troppo pochi per addestrare un modello.
- Si può partire senza storico dei guasti?
- Si parte registrandoli; nel frattempo i dati di funzionamento sono già utili per misurare l'affidabilità.
- Avete già risultati?
- Il primo progetto è in fase di addestramento: pubblicheremo i numeri quando saranno misurati.
