No. Dichiarare che un contenuto è fatto con l'AI, con un'etichetta o una nota in descrizione, è solo uno degli obblighi. Non ti mette in regola da solo.
È una convinzione comprensibile: hai visto che la trasparenza è al centro dell'AI Act, hai messo la dicitura "creato con AI" e ti sei sentito a posto. Il problema è che quella dicitura risponde a una sola domanda. Le altre restano aperte.
Cosa copre davvero la dichiarazione
Dichiarare serve, ed è giusto farlo. Copre gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50: segnalare i deepfake, far capire che un chatbot è un'AI, indicare certi contenuti generati. Ho spiegato nel dettaglio cosa devi marcare e quando nell'articolo sugli obblighi di trasparenza.
Ma l'articolo 50 è un pezzo del puzzle, non il puzzle. Riguarda cosa mostri all'esterno. Non dice niente su come sei organizzato dentro.
Cosa resta fuori (ed è la parte più pesante)
Tre obblighi non li tocchi con nessuna etichetta.
La competenza dimostrabile. L'articolo 4 ti chiede di sapere cosa stai usando e di poterlo provare con una formazione documentata. Dichiarare un contenuto non dimostra che tu, o chi lavora con te, sappia usare l'AI in sicurezza.
Il registro dei sistemi AI. L'elenco degli strumenti che usi, tenuto aggiornato. Nessuna dicitura sui contenuti lo sostituisce.
La policy interna. Le regole scritte su cosa si può e non si può fare con l'AI, quali dati non si caricano mai, chi controlla. Una nota "fatto con AI" sotto un post non è una policy.
In pratica: la dichiarazione parla ai tuoi clienti, la documentazione parla a un controllo. Sono due interlocutori diversi.
Perché la confusione è pericolosa
Perché ti fa sentire in regola quando non lo sei. Ed è lo scenario peggiore: smetti di occuparti del resto proprio perché credi di aver chiuso.
Se domani un cliente o un'autorità ti chiede "come vi siete organizzati sull'AI?", l'etichetta sotto un'immagine non è una risposta. Il registro, la policy e la formazione lo sono.
Cosa fare, in ordine
Tieni la dichiarazione dove serve: è corretta e continua a farla. Poi aggiungi i tre pezzi mancanti. La guida all'articolo 4 ti dice da dove partire con la formazione e il resto del fascicolo.
Nessun allarme: non è una montagna. È passare da "l'ho dichiarato" a "posso dimostrare come lavoro". La differenza, in un controllo, è tutta lì.
Domande frequenti
Le domande che tornano
- Se metto l'etichetta "contenuto creato con AI" sono in regola con l'AI Act?
- No. Quella dicitura copre parte degli obblighi di trasparenza dell'articolo 50, ma non l'alfabetizzazione dell'articolo 4, il registro dei sistemi AI e la policy interna, che sono obblighi distinti.
- Allora dichiarare l'uso dell'AI non serve?
- Serve ed è corretto farlo. Semplicemente non è sufficiente da solo: risponde alla domanda su cosa mostri ai clienti, non a come sei organizzato in caso di controllo.
- Che differenza c'è tra dichiarazione e documentazione nell'AI Act?
- La dichiarazione è rivolta all'esterno, verso chi legge o guarda il contenuto. La documentazione (registro dei sistemi AI, formazione con attestato, policy) è rivolta a un'autorità o a un cliente che chiede evidenze su come usi l'AI.
- Da dove comincio se finora ho solo messo le etichette sui contenuti?
- Dalla competenza documentata, cioè una formazione con attestato, poi il registro dei sistemi AI e la policy interna. È il fascicolo che ti mette davvero al riparo in un controllo.
