AI Act e Legge 132/2025: le differenze per freelance e aziende
Sono due norme diverse, e confonderle è l'errore più comune. L'AI Act è il regolamento europeo: ti chiede alfabetizzazione (articolo 4), registri e policy. La Legge 132/2025 è la legge italiana: aggiunge l'informativa al cliente per i professionisti (articolo 13) e trasforma i deepfake dannosi in reato.
Una parla a tutta l'UE, l'altra aggiunge regole solo in Italia. Si sommano, non si sostituiscono. Vediamo chi deve fare cosa, senza mescolare le carte.
L'AI Act (UE): la base per chiunque usi l'AI
Il Regolamento europeo 2024/1689 vale in tutta l'Unione e riguarda chiunque usi sistemi di AI per lavoro. I pezzi che toccano un freelance o una piccola azienda sono soprattutto due.
L'alfabetizzazione (articolo 4), in vigore dal 2 febbraio 2025: chi usa l'AI deve avere una competenza adeguata e poterla dimostrare. È la parte da cui parte tutto: la spiego nella guida all'articolo 4.
La trasparenza (articolo 50), applicabile dal 2 agosto 2026: dichiarare i deepfake, far capire che un chatbot è un'AI, segnalare certi contenuti generati. I dettagli sono nell'articolo sugli obblighi di trasparenza.
Se ancora non sei sicuro di rientrare, la risposta breve è quasi sempre sì: te lo spiego in uso ChatGPT, devo rispettare l'AI Act?.
La Legge 132/2025 (Italia): due aggiunte importanti
La legge italiana è in vigore dal 10 ottobre 2025 e affianca l'AI Act con regole nazionali. Due riguardano da vicino chi lavora con l'AI.
L'informativa al cliente (articolo 13). Chi esercita una professione intellettuale (avvocato, commercialista, consulente, architetto e simili) deve usare l'AI solo come supporto e deve informare il cliente, in modo chiaro e semplice, sui sistemi di AI che utilizza. In pratica: una riga nella lettera d'incarico o nel mandato. E attenzione, la legge lo dice esplicito: l'uso dell'AI non riduce la tua responsabilità, resti l'unico garante del risultato.
Il reato di deepfake (articolo 612-quater del codice penale). Chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'AI, causando un danno ingiusto a una persona, rischia la reclusione da uno a cinque anni. Si procede a querela della persona offesa, salvo casi particolari.
Freelance, professionisti, aziende: chi fa cosa
Qui sta la differenza pratica che quasi tutti sbagliano.
Se sei un'azienda che lavora su contratto commerciale, l'informativa dell'articolo 13 non ti riguarda: è pensata per il rapporto fiduciario tra professionista e cliente. Restano l'AI Act (alfabetizzazione, registri, policy) e, se pubblichi deepfake, il rischio penale.
Se sei un professionista intellettuale, si sommano tutti e tre i piani: l'alfabetizzazione dell'AI Act, l'informativa al cliente dell'articolo 13 e il reato di deepfake. È la posizione con più adempimenti.
Se sei un freelance non ordinistico, di sicuro sei dentro l'AI Act; sull'articolo 13 conviene valutare il caso: dipende dal tipo di attività. Nel dubbio, comportati come se l'informativa fosse buona norma: è una riga e ti protegge.
Una tabella per fissare le idee
| AI Act (UE) | Legge 132/2025 (Italia) | |
|---|---|---|
| In vigore | Art. 4 dal 2 feb 2025; art. 50 dal 2 ago 2026 | Dal 10 ottobre 2025 |
| Cosa chiede | Alfabetizzazione, registri, policy, trasparenza | Informativa al cliente (professioni intellettuali), reato deepfake |
| Chi tocca | Chiunque usi l'AI per lavoro | Soprattutto i professionisti; il reato deepfake vale per tutti |
Il messaggio da portare a casa
Non è "una legge o l'altra": sono strati che si accumulano. La buona notizia è che la base è comune. Se costruisci il fascicolo dell'AI Act (formazione, registro, policy) e, da professionista, aggiungi l'informativa in lettera d'incarico, hai coperto quasi tutto. Il resto è buon senso: non pubblicare deepfake che danneggiano le persone.
Domande frequenti
AI Act e Legge 132/2025 sono la stessa cosa? No. L'AI Act è il regolamento europeo (alfabetizzazione, registri, trasparenza). La Legge 132/2025 è la legge italiana che aggiunge l'informativa al cliente per i professionisti e il reato di deepfake. Si sommano.
Da quando è in vigore la Legge 132/2025? Dal 10 ottobre 2025. L'AI Act invece è già parzialmente applicabile: l'articolo 4 dal 2 febbraio 2025, gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 dal 2 agosto 2026.
Devo informare i clienti che uso l'AI? Se eserciti una professione intellettuale, sì: l'articolo 13 della Legge 132/2025 chiede di informare il cliente in modo chiaro sui sistemi di AI usati, preferibilmente per iscritto. Le aziende su contratto commerciale non hanno questo obbligo specifico.
I deepfake sono diventati reato in Italia? Sì. La Legge 132/2025 ha introdotto l'articolo 612-quater del codice penale: diffondere senza consenso contenuti falsificati con l'AI, causando un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, a querela della persona offesa.
