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AI Act e Legge 132/2025: le differenze per freelance e aziende

AI Act (UE) e Legge 132/2025 (Italia) sono due norme distinte. La prima chiede alfabetizzazione e registri; la seconda l'informativa al cliente e punisce i deepfake. Ecco chi fa cosa.

  • AI Act & Compliance
  • 19 maggio 2026
  • Rafael Benetton

Sono due norme diverse, e confonderle è l'errore più comune. L'AI Act è il regolamento europeo: ti chiede alfabetizzazione (articolo 4), registri e policy. La Legge 132/2025 è la legge italiana: aggiunge l'informativa al cliente per i professionisti (articolo 13) e trasforma i deepfake dannosi in reato.

Una parla a tutta l'UE, l'altra aggiunge regole solo in Italia. Si sommano, non si sostituiscono. Vediamo chi deve fare cosa, senza mescolare le carte.

L'AI Act (UE): la base per chiunque usi l'AI

Il Regolamento europeo 2024/1689 vale in tutta l'Unione e riguarda chiunque usi sistemi di AI per lavoro. I pezzi che toccano un freelance o una piccola azienda sono soprattutto due.

L'alfabetizzazione (articolo 4), in vigore dal 2 febbraio 2025: chi usa l'AI deve avere una competenza adeguata e poterla dimostrare. È la parte da cui parte tutto: la spiego nella guida all'articolo 4.

La trasparenza (articolo 50), applicabile dal 2 agosto 2026: dichiarare i deepfake, far capire che un chatbot è un'AI, segnalare certi contenuti generati. I dettagli sono nell'articolo sugli obblighi di trasparenza.

Se ancora non sei sicuro di rientrare, la risposta breve è quasi sempre sì: te lo spiego in uso ChatGPT, devo rispettare l'AI Act?.

La Legge 132/2025 (Italia): due aggiunte importanti

La legge italiana è in vigore dal 10 ottobre 2025 e affianca l'AI Act con regole nazionali. Due riguardano da vicino chi lavora con l'AI.

L'informativa al cliente (articolo 13). Chi esercita una professione intellettuale (avvocato, commercialista, consulente, architetto e simili) deve usare l'AI solo come supporto e deve informare il cliente, in modo chiaro e semplice, sui sistemi di AI che utilizza. In pratica: una riga nella lettera d'incarico o nel mandato. E attenzione, la legge lo dice esplicito: l'uso dell'AI non riduce la tua responsabilità, resti l'unico garante del risultato.

Il reato di deepfake (articolo 612-quater del codice penale). Chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'AI, causando un danno ingiusto a una persona, rischia la reclusione da uno a cinque anni. Si procede a querela della persona offesa, salvo casi particolari.

Freelance, professionisti, aziende: chi fa cosa

Qui sta la differenza pratica che quasi tutti sbagliano.

Se sei un'azienda che lavora su contratto commerciale, l'informativa dell'articolo 13 non ti riguarda: è pensata per il rapporto fiduciario tra professionista e cliente. Restano l'AI Act (alfabetizzazione, registri, policy) e, se pubblichi deepfake, il rischio penale.

Se sei un professionista intellettuale, si sommano tutti e tre i piani: l'alfabetizzazione dell'AI Act, l'informativa al cliente dell'articolo 13 e il reato di deepfake. È la posizione con più adempimenti.

Se sei un freelance non ordinistico, di sicuro sei dentro l'AI Act; sull'articolo 13 conviene valutare il caso: dipende dal tipo di attività. Nel dubbio, comportati come se l'informativa fosse buona norma: è una riga e ti protegge.

Una tabella per fissare le idee

AI Act (UE)Legge 132/2025 (Italia)
In vigoreArt. 4 dal 2 feb 2025; art. 50 dal 2 ago 2026Dal 10 ottobre 2025
Cosa chiedeAlfabetizzazione, registri, policy, trasparenzaInformativa al cliente (professioni intellettuali), reato deepfake
Chi toccaChiunque usi l'AI per lavoroSoprattutto i professionisti; il reato deepfake vale per tutti

Il messaggio da portare a casa

Non è "una legge o l'altra": sono strati che si accumulano. La buona notizia è che la base è comune. Se costruisci il fascicolo dell'AI Act (formazione, registro, policy) e, da professionista, aggiungi l'informativa in lettera d'incarico, hai coperto quasi tutto. Il resto è buon senso: non pubblicare deepfake che danneggiano le persone.

Domande frequenti

AI Act e Legge 132/2025 sono la stessa cosa? No. L'AI Act è il regolamento europeo (alfabetizzazione, registri, trasparenza). La Legge 132/2025 è la legge italiana che aggiunge l'informativa al cliente per i professionisti e il reato di deepfake. Si sommano.

Da quando è in vigore la Legge 132/2025? Dal 10 ottobre 2025. L'AI Act invece è già parzialmente applicabile: l'articolo 4 dal 2 febbraio 2025, gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 dal 2 agosto 2026.

Devo informare i clienti che uso l'AI? Se eserciti una professione intellettuale, sì: l'articolo 13 della Legge 132/2025 chiede di informare il cliente in modo chiaro sui sistemi di AI usati, preferibilmente per iscritto. Le aziende su contratto commerciale non hanno questo obbligo specifico.

I deepfake sono diventati reato in Italia? Sì. La Legge 132/2025 ha introdotto l'articolo 612-quater del codice penale: diffondere senza consenso contenuti falsificati con l'AI, causando un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, a querela della persona offesa.

Fonti

  1. eur-lex.europa.eu
  2. artificialintelligenceact.eu
  3. normattiva.it
  4. finanzaefisco.com
  5. altalex.com

In questa pagina

  • L'AI Act (UE): la base per chiunque usi l'AI
  • La Legge 132/2025 (Italia): due aggiunte importanti
  • Freelance, professionisti, aziende: chi fa cosa
  • Una tabella per fissare le idee
  • Il messaggio da portare a casa
  • Domande frequenti

Scheda

Autore
Rafael Benetton
Pubblicato
19 maggio 2026
Sezione
AI Act & Compliance

AI Act · Legge 132/2025 · deepfake · professionisti · freelance

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