I numeri grossi che vedi in giro (fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato) esistono, ma valgono per le violazioni più gravi e per le grandi imprese. Per un freelance o una PMI la realtà è un'altra: si applica la soglia più bassa, e per l'obbligo di formazione non c'è multa diretta.
Ti do i numeri veri, così smetti di preoccuparti per le cifre sbagliate e ti concentri su quelle giuste. Nessun allarmismo: solo cosa dice l'articolo 99.
I tre livelli di sanzione
L'AI Act prevede tetti diversi a seconda di cosa violi.
Pratiche vietate (articolo 5): fino a 35 milioni o al 7% del fatturato mondiale annuo. È la fascia più alta, per le cose davvero gravi (manipolazione, certe sorveglianze). Difficile che tocchi un'attività ordinaria.
Altri obblighi, inclusa la trasparenza (articolo 50): fino a 15 milioni o al 3% del fatturato. Qui rientra, ad esempio, non segnalare un deepfake.
Informazioni false alle autorità: fino a 7,5 milioni o all'1%.
Fin qui i massimali. Ma leggerli così, da soli, è fuorviante.
La regola che cambia tutto per le PMI
C'è un comma dell'articolo 99 fatto apposta per le piccole realtà. Per le PMI e le startup, la multa è calcolata prendendo il valore più basso tra la cifra fissa e la percentuale, non il più alto.
Per una grande impresa "35 milioni o il 7%, quale dei due è più alto" può voler dire centinaia di milioni. Per una piccola impresa, con un fatturato modesto, la percentuale è una cifra contenuta, e si applica quella. L'ordine di grandezza è completamente diverso. Il "rischi 35 milioni" per un freelance è, semplicemente, falso.
E c'è di più: le sanzioni devono essere proporzionate, e la legge dice espressamente di tenere conto delle dimensioni e della sostenibilità economica delle piccole imprese.
L'articolo 4 non ha una multa diretta
Questo è il punto che i venditori di paura non ti dicono. L'obbligo di formazione (l'alfabetizzazione, articolo 4) non è nell'elenco delle sanzioni. Non esiste "la multa perché non hai fatto il corso".
Allora perché farla? Perché quando un'autorità valuta una sanzione per un'altra violazione, guarda anche le misure organizzative che avevi in campo. Se hai formazione, registro e policy documentati, quella roba abbassa il rischio. Se non hai niente, lo alza. La formazione è lo scudo, non la multa che eviti. La guida all'articolo 4 spiega come funziona.
E oggi, si sta già multando?
Il capo sulle sanzioni è applicabile dal 2 agosto 2025, non dal 2026: lo dice l'articolo 113, terzo comma, lettera b), che rende applicabili da quella data il capo VII e il capo XII, con l'eccezione dell'articolo 101. La data del 2 agosto 2026 è un'altra cosa: è l'applicazione generale del regolamento, quella da cui scattano per esempio gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50.
Detto questo, la risposta pratica alla domanda resta no. Una sanzione ha bisogno di un obbligo che sia a sua volta esigibile e di una violazione accertata, e quello che ogni tanto senti chiamare "multa sull'AI" è di solito una sanzione sulla privacy (GDPR), che è un'altra cosa. Ho separato ciò che scatta da ciò che è rinviato in cosa cambia davvero il 2 agosto.
Come leggere il tuo rischio, davvero
Mettiamola in prospettiva. Il rischio concreto per un freelance o una PMI non è la multa monstre: è farsi trovare senza niente in mano in un controllo o davanti a un cliente che chiede evidenze. La conseguenza più probabile non è un'ammenda da capogiro, è perdere una fornitura o partire in svantaggio in una contestazione.
La buona notizia è che è tutto gestibile con poco: capire se e perché l'AI Act ti riguarda e costruire il fascicolo. Costa molto meno della cifra che temevi.
Domande frequenti
Le domande che tornano
- Un freelance rischia davvero 35 milioni di multa con l'AI Act?
- No. Quel tetto riguarda le violazioni più gravi (pratiche vietate dall'articolo 5) e le grandi imprese. Per le PMI e le startup l'articolo 99 prevede la soglia più bassa tra cifra fissa e percentuale, con importi molto più contenuti.
- Quanto si rischia per non aver fatto la formazione sull'AI?
- Nessuna multa diretta: l'articolo 4 non è incluso nell'elenco delle sanzioni dell'articolo 99. L'assenza di formazione pesa però a sfavore quando un'autorità valuta una sanzione per un'altra violazione.
- Perché per le PMI le multe dell'AI Act sono più basse?
- Perché l'articolo 99 prevede che, per le PMI e le startup, si applichi il valore più basso tra la cifra fissa e la percentuale del fatturato, e impone sanzioni proporzionate alle dimensioni e alla sostenibilità economica dell'impresa.
- Ci sono già state multe AI Act?
- Il capo XII dell'AI Act, quello sulle sanzioni, è applicabile dal 2 agosto 2025 per l'articolo 113, terzo comma, lettera b), e non dal 2 agosto 2026 come si legge spesso. Perché ci sia una sanzione servono però un obbligo esigibile e una violazione accertata: le sanzioni "sull'AI" circolate finora sono in genere sanzioni privacy basate sul GDPR, non sull'AI Act.
