In breve. Un progetto AI rientra nell'iperammortamento 2026 se il software è tra quelli dell'Allegato V della Legge di Bilancio ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. L'elenco comprende l'AI per la qualità e la manutenzione predittiva, ma anche l'AI generativa e gli agenti AI. Il beneficio è una maggiorazione del costo fino al 180%, che si recupera con gli ammortamenti: vale solo se l'azienda ha reddito imponibile da abbattere.
Cos'è l'iperammortamento 2026?
È una maggiorazione del costo di alcuni investimenti in beni strumentali, che l'azienda recupera nelle imposte sui redditi attraverso le quote di ammortamento o i canoni di leasing. La base normativa è la Legge di Bilancio 2026, cioè la legge 199/2025, articolo 1, commi da 427 a 436. Le modalità attuative sono nel decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026.
Spetta alle imprese che investono in strutture produttive in Italia, per investimenti completati dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Non è un credito d'imposta: conviene solo a chi ha un reddito imponibile sufficiente.
Quanto vale?
La maggiorazione funziona a scaglioni, come l'IRPEF: ogni percentuale si applica alla quota di investimenti che cade nella sua fascia, sommando gli investimenti completati in ciascuna annualità.
| Quota degli investimenti dell'anno | Maggiorazione del costo |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | +180% |
| Da 2,5 a 10 milioni | +100% |
| Da 10 a 20 milioni | +50% |
| Oltre 20 milioni | nessuna maggiorazione sulla parte eccedente |
Per una PMI manifatturiera che fa un progetto AI, la fascia che conta quasi sempre è la prima.
Quali software AI rientrano?
Quelli elencati nell'Allegato V della legge, che conta decine di voci di software, sistemi, piattaforme e applicazioni. Per l'AI le più rilevanti sono queste:
- lettera o): AI e machine learning a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile delle macchine e degli impianti;
- lettera p): produzione automatizzata e intelligente (cybersystem);
- lettera dd): AI avanzata, cioè AI generativa e modelli linguistici (per contenuti, documentazione tecnica, codice e supporto ai processi decisionali), agenti AI che eseguono task complessi e orchestrano flussi di lavoro, piattaforme MLOps, manutenzione predittiva e process mining.
Non basta che il software sia nell'elenco. Il comma 429 chiede che ogni bene sia interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, e l'interconnessione va dimostrata nella perizia.
Esempi che possono rientrare, se hanno l'interconnessione:
- Manutenzione predittiva. Un modello che legge i dati delle macchine e segnala un guasto prima che arrivi. Come si imposta lo spieghiamo nella pagina sulla manutenzione predittiva per i costruttori di macchine.
- Controllo qualità. Un sistema che ispeziona i pezzi in linea e scarta quelli difettosi, scrivendo l'esito nel gestionale della produzione.
- Agenti sulla documentazione tecnica. Un agente che risponde ai tecnici partendo dai manuali delle macchine. Un esempio di questo tipo di agente è il progetto Simec sui 600 GB di manuali. Qui l'interconnessione va verificata caso per caso: un motore di ricerca che non dialoga con la produzione o con la rete di fornitura da solo non basta.
Un assistente per scrivere mail o un chatbot sul sito, se non sono collegati a questi sistemi, non hanno il requisito.
E il software in abbonamento (SaaS)?
Il decreto attuativo non dice niente di esplicito su SaaS e abbonamenti. L'Allegato V comprende anche il cloud computing (lettera m), come tipo di software. Ma la maggiorazione vale solo per calcolare le quote di ammortamento e i canoni di leasing: un abbonamento è un costo di servizio, non si ammortizza, ed è difficile che rientri.
In pratica, il software comprato in proprietà o con una licenza ammortizzabile può rientrare. Per un canone SaaS, o per un contratto in parte cloud e in parte installato, aspetta una conferma del commercialista prima di contarci.
Il software deve essere europeo?
No. La legge di bilancio chiedeva beni prodotti nell'UE o nello Spazio economico europeo, ma l'articolo 7 del D.L. 27 marzo 2026, n. 38, ha tolto questo requisito per gli investimenti dal 1 gennaio 2026. Il decreto è stato convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88.
Cosa serve per ottenerlo?
Servono due documenti e una serie di comunicazioni al GSE, tutte sulla sua piattaforma.
I documenti, per tutti i beni:
- una perizia tecnica asseverata di un ingegnere o di un perito industriale iscritto all'albo, oppure l'attestazione di un ente di certificazione accreditato, che dimostri che il bene è nell'Allegato V ed è interconnesso;
- una certificazione contabile delle spese, rilasciata da un revisore legale.
Le comunicazioni al GSE:
| Comunicazione | Quando |
|---|---|
| Preventiva | La prima, per ogni struttura produttiva: investimenti previsti e data prevista di interconnessione |
| Di conferma | Entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE, dopo aver pagato almeno il 20% del costo di ogni bene |
| Di completamento | A interconnessione avvenuta, e comunque entro il 15 novembre 2028 |
| Periodica | Entro il 20 gennaio di ogni anno |
| Integrativa | Entro il 30 giugno successivo, con il piano di ammortamento |
Il beneficio parte dal periodo d'imposta in cui invii la comunicazione di completamento, se il bene è già in funzione, e solo dopo l'esito positivo delle verifiche del GSE.
Un esempio con cifre tonde
Un'azienda investe 100.000 euro in un software di manutenzione predittiva, comprato con licenza ammortizzabile e collegato al gestionale della produzione. È nella prima fascia, quindi la maggiorazione è del 180%.
Oltre ai 100.000 euro che deduce comunque con l'ammortamento normale, l'azienda può dedurre altri 180.000 euro. Con l'IRES al 24%, il risparmio d'imposta in più vale circa 43.200 euro, distribuito negli anni in cui il software viene ammortizzato.
Quel risparmio c'è solo se l'azienda ha abbastanza reddito imponibile da abbattere. Con un utile basso, o in perdita, il beneficio si riduce o slitta. E l'acconto d'imposta per il 2026 si calcola senza tenere conto della maggiorazione (comma 434).
Gli errori da evitare
- Saltare la comunicazione preventiva. È la prima, e le altre scadenze partono da lì. Se una comunicazione manca o arriva fuori termine, la procedura non si perfeziona.
- Dare per scontato un abbonamento. Un canone SaaS si paga come servizio, non si ammortizza: prima di contarci, serve una conferma del commercialista.
- Trascurare l'interconnessione. Un software nell'elenco che non è collegato alla gestione della produzione o alla rete di fornitura non ha il requisito.
- Contare su un beneficio che non si può usare. Senza reddito imponibile, la deduzione maggiorata vale poco.
- Lasciare la perizia all'ultimo. Il perito deve poter descrivere l'interconnessione, ed è più facile se il progetto è stato pensato per averla fin dall'inizio.
Cosa c'entra con il Regolamento Macchine?
Chi costruisce macchine con funzioni AI di sicurezza dal 20 gennaio 2027 avrà anche gli obblighi del nuovo Regolamento Macchine, il Regolamento (UE) 2023/1230. Ne parliamo nella guida al Regolamento Macchine 2027 e intelligenza artificiale.
Questa guida non è consulenza fiscale. Verifica il tuo caso con il commercialista prima di decidere un investimento.
Domande frequenti
Le domande che tornano
- L'iperammortamento 2026 è un credito d'imposta?
- No. È una maggiorazione del costo di acquisizione che vale solo per calcolare le quote di ammortamento e i canoni di leasing, ai fini delle imposte sui redditi. Spetta ai titolari di reddito d'impresa e conviene solo se l'azienda ha abbastanza reddito imponibile da abbattere.
- Un software AI in abbonamento SaaS rientra?
- Non c'è ancora una risposta ufficiale. La legge maggiora solo le quote di ammortamento e i canoni di leasing, e un abbonamento non si ammortizza: per questo è difficile che un canone SaaS rientri. Il software comprato in proprietà o con licenza ammortizzabile invece può rientrare. Verifica il tuo contratto con il commercialista.
- Un assistente AI per l'ufficio può rientrare?
- Può, se è interconnesso. L'Allegato V, lettera dd), comprende l'AI generativa, i modelli linguistici e gli agenti AI, anche per documentazione tecnica e supporto alle decisioni. Ma ogni bene deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Un chatbot sul sito che non dialoga con questi sistemi non ha il requisito.
- Il software deve essere prodotto in Europa?
- Non più. Il requisito di origine UE/SEE è stato tolto dall'art. 7 del D.L. 27 marzo 2026, n. 38 (convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88), per gli investimenti dal 1 gennaio 2026.
- Fino a quando si può investire?
- Gli investimenti agevolati vanno dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028, e conta la data in cui l'investimento è completato. La comunicazione di completamento al GSE va fatta entro il 15 novembre 2028.
- Serve una perizia?
- Sì, per tutti i beni. Serve una perizia tecnica asseverata di un ingegnere o di un perito industriale iscritto all'albo, oppure l'attestazione di un ente di certificazione accreditato. Serve anche una certificazione contabile di un revisore legale.
Fonti
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 427-436 e Allegato V (Normattiva)
- Decreto interministeriale MIMIT-MEF 7 maggio 2026, modalità attuative dell'iperammortamento
- D.L. 27 marzo 2026, n. 38, art. 7 (Normattiva)
- MIMIT, Nuovo Piano Transizione 5.0: iperammortamento, normativa e scadenze
