In sintesi
MIA — la piattaforma nata come AI Wears — genera foto e video di moda su modelli virtuali partendo da una foto del capo. L'abbiamo costruita noi, dalla web app alle API, dall'infrastruttura ai pagamenti. Il costo di un'immagine di catalogo passa da 25 € a 0,60 €, e il capo non deve più essere spedito da nessuna parte.
Qual era il problema?
Per un'azienda di abbigliamento il catalogo è una voce di costo fissa, e rigida.
- Lo shooting costa. Modelli, fotografo, studio, post-produzione: secondo i dati di settore, una foto di catalogo prodotta in serie costa in media intorno ai 25 €.
- La logistica pesa più della foto. Spedire i campionari, gestire i resi, mettere d'accordo agenda dello studio e agenda dei modelli: settimane, prima ancora di scattare.
- Quello che è scattato è scattato. Cambiare modello, posa o ambientazione vuol dire rifare tutto da capo. Un brand, con lo shooting tradizionale, sta intorno ai venti capi al giorno.
- Il catalogo non si fotografa una volta. Ogni stagione, ogni drop, ogni variante di colore è un altro scatto. È il punto in cui il costo della singola foto sembra piccolo e il totale dell'anno no.
Cosa abbiamo costruito?
Una piattaforma intera, non un modello con una schermata sopra: web app, API, infrastruttura e pagamenti.
Modelli su misura invece che modelli generici
L'utente sceglie etnia, capelli, occhi, corporatura e posa di riferimento. Più dettagli dà, più il risultato è vicino a quello che aveva in mente: è il punto in cui una piattaforma di moda si distingue da un generatore di immagini qualsiasi.
Lo studio fotografico senza logistica
Il cliente di MIA carica la foto del capo — anche piatta o su manichino — e il motore lo "veste" sul modello virtuale mantenendo trame del tessuto, pieghe e volumi. Si possono fotografare prototipi, cioè capi che in serie non esistono ancora.
Video e formati per i social
Oltre alle immagini, la piattaforma genera video di modelli in movimento e presentazioni di prodotto: sui canali dove il formato dominante è il video, il catalogo statico non basta.
Volumi, API e pagamenti
L'elaborazione è pensata per lavorare a lotti: oltre mille capi al giorno, che è la condizione perché una collezione intera possa entrare in catalogo il giorno in cui arriva. Un brand con migliaia di capi non li carica a mano: la piattaforma si usa dall'interfaccia o via API, e sopra ci sono gli abbonamenti e i pagamenti, che abbiamo costruito insieme al resto.
I picchi sono prevedibili — arrivano quando una collezione entra tutta insieme — e l'infrastruttura è dimensionata per quelli: la coda regge senza che qualcuno stia a guardarla.
Che risultati ha dato, e come li abbiamo misurati?
- Da 25 € a 0,60 € per immagine. I 25 € sono il costo medio di un set fotografico di massa secondo dati di settore; gli 0,60 € sono il costo delle API di generazione per immagine finale. Sono due misure omogenee sul costo di produzione dell'immagine, e non comprendono il lavoro di selezione e pubblicazione, che resta in azienda da una parte e dall'altra.
- Oltre mille capi al giorno di capacità di elaborazione, contro i circa venti di uno shooting tradizionale.
- Il catalogo può partire dal prototipo, senza aspettare la produzione in serie e senza spedire niente.
Cosa non è compreso in quei 0,60 €, perché è giusto dirlo: la scelta degli scatti buoni, le rifiniture quando il brand le vuole, e la pubblicazione sull'e-commerce. Restano lavoro di una persona, prima come adesso. Quello che cambia è che quella persona sceglie fra venti immagini invece di aspettarne una.
Cosa non ha funzionato al primo colpo?
Niente: ha funzionato tutto al primo colpo.
Perché su misura e non un software pronto?
I modelli generativi sono di tutti: quello che non si compra pronto è il prodotto intorno. MIA doveva reggere carichi a lotti, dare accesso via API ai brand, gestire abbonamenti e pagamenti, e restituire risultati coerenti fra una sessione e l'altra — perché un catalogo con venti modelli diversi in venti scatti non è un catalogo.
È il tipo di progetto in cui la parte difficile non è la generazione: è tutto il resto.
Il prodotto sta su itsmia.it. Quando conviene costruire una piattaforma e quando comprarla: su misura o pacchetto.
Lo dice il cliente
«Hanno dimostrato professionalità, velocità e attenzione alla qualità gestendo l'intero stack: web app, API, infrastruttura e pagamenti. Li consiglio per chi vuole un partner che unisca visione, pianificazione e delivery.»
